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Assisi,
come d'altro canto il resto della regione, era abitata, in
origine, dagli Umbri. Successivamente, la Città, risentì
dell'influenza etrusca e romana documentata, quest'ultima,
dalle numerose testimonianze romane come la facciata del Tempio
di Minerva, i resti del Foro, le Mura Romane e l'Anfiteatro.
Dopo
la caduta dell'Impero Romano la Città, intorno al 545,
venne insediata dai Goti e successivamente dai Longobardi.
Fu solo con l'anno 1000 che divenne un comune indipendente
e, proprio durante questo periodo, conobbe uno sviluppo straordinario soprattutto grazie
ai movimenti monastici (in special modo quello dei Benedettini).
Dal 1200 al 1500 in Assisi si alternarono nuovi e vecchi padroni
tra cui i Visconti, Montefeltro e gli Sforza; continuamente
dilaniata da contrasti interni tra la porta De Sopra e la
porta De Sotto.
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Dal
'500 al 1860 divenne parte integrante del territorio dello
Stato della Chiesa. Nel 1181, nacque San
Francesco,
il cittadino più famoso di Assisi e fu nel 1202 che,
durante una guerra con la vicina Perugia, Francesco fu fatto
prigioniero e tenuto in carcere per oltre un anno. |
Guerriero
del Subasio, bronzetto votivo del V secolo a.C., trovato nel
1879 in un "ripostiglio votivo" in cima al colle
San Rufino sul Monte Subasio.
Raffigura un "Marte italico in assalto". |
Dal
1206, Francesco si dedicò a Cristo attraverso il servizio
e l'aiuto ai poveri, vivendo come povero egli stesso. Famosa
è la sua rinuncia pubblica, nella piazza di Assisi,
a tutti i beni del ricco genitore.
Nel
1228, a due soli anni dalla sua morte, Francesco venne proclamato
santo da Papa Gregorio IX.
Da quel momento la Città divenne dominio imperiale
e poi papale per essere, in seguito, legata a signorie come
quella di Gian Galeazzo Visconti, della famiglia dei Montefeltro,
di Braccio Fortebraccio e di Francesco Sforza. Questo durò
sino alla metà del XVI secolo, quando l'Umbria fu conquistata
da Papa Paolo III che costruì la famosa "Rocca
Paolina" a Perugia ristabilendo il controllo papale sulla
Città e su tutti gli altri insediamenti. Secoli dopo,
nel diciannovesimo secolo, la Città divenne parte del
nascente Stato Italiano, insieme alle altre città dell'Umbria. |
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Epigrafe
in lingua umbra e alfabeto latino del II-I secolo a.C., rinvenuta
tra Ospedalicchio e Bastia Umbra (C.I.L. XI 5389). Indica
la terminazione di un terreno a cura dei magistrati di Assisi
(uhtur e marone) e vi compare un esponente della gens Propertia.
Assisi, Museo del Foro Romano, calco dell'originale, conservato
nel Museo Archeologico dell'Umbria. |
Ricostruzione
monumentale e scenografica del Foro di Assisium, in primo
piano l'edicola a quattro colonne con i Dioscuri; sullo sfondo,
il tempio sopra un alto podio, sostenuto dal muro "Nord";
sugli altri tre lati un portico a colonne doriche. |
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Foto
tratte dal Volume "Storia illustrata della città
dell'Umbria" - Assisi, a cura di Raffaele Rossi e Francesco
Santucci |
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